Interculturalités Chine-France est une revue orientée vers la diffusion des approches interculturelles et intertextuelles des connaissances dans les domaines des arts, des littératures et des langues. Elle s’adresse à un large public composé de professionnels (enseignants, chercheurs, étudiants) et de façon générale à toute autre personne intéressée par ces sujets.

En souvenir de Matteo Ricci

Astratto:Questo articolo racconta la storia dell’associazione dell’autore con Matteo Ricci e la sua città natale - Macerata. Di conseguenza, la traiettoria di vita dell’autore è cambiata e ha lavorato all’Università di Macerata per 8 anni (2012-2020). Questo indica l’influenza storica di Matteo Ricci, che pur essendo scomparso da oltre 400 anni, la storia che ha creato non è morta, ma vive ancora nella storia attuale, cambiando e influenzando il mondo reale, così come il destino di alcuni personaggi coinvolti.

Une nouvelle recherche sur la famille et la maison de Matteo Ricci

Astratto: L’articolo riassume i risultati di recenti ricerche d’archivio raccolte nel volume Matteo Ricci. La famiglia, la casa, la città, pubblicato da F. Mignini nel 2020. Queste ricerche hanno permesso di correggere molte delle imprecise o false notizie riguardanti la famiglia di Ricci diffuse dopo la morte nella Relazione di Sabatino De Ursis e ripetute comunemente nella storiografia ricciana. È stato anche possibile identificare la casa natale e gettare nuova luce sui rapporti che Ricci ha intrattenuto, sino alla morte, con la famiglia e la città di Macerata. Ne emerge un quadro complessivo capace di restituire alla verità storica l’infanzia e la prima giovinezza di Matteo, comprendendone più precisamente l’indole, le scelte e la conduzione di vita. Si è resi infine capaci di formare un’idea più adeguata dell’attendibilità delle prime fonti, non soltanto riguardo alle origini, ma anche riguardo alla misteriosa morte del gesuita maceratese.

Pour une nouvelle image du dictionnaire portugais-chinois attribué à Michele Ruggieri et Matteo Ricci

Astratto: A Michele Ruggieri e Matteo Ricci, oltre a una mirabile produzione di opere sulla cultura classica cinese e pregevoli descrizioni cartografiche della Cina del XVI secolo e del mondo intero, si devono alcuni scritti sulla lingua cinese non ancora approfonditamente studiati pur rivestendo, al pari degli altri loro lavori, un’importanza non sottovalutabile. Tra questi scritti vi è il primo dizionario europeo della lingua cinese (portoghese-cinese per l’esattezza), opera congiunta dei due gesuiti rimasta incompiuta della quale ci è fortunatamente pervenuto l’autografo (conservato a Roma). Il presente articolo prenderà brevemente in esame i problemi di attribuzione, datazione e localizzazione del manoscritto, ne illustrerà la struttura e il contenuto ed esaminerà alcuni aspetti della varietà di cinese in esso registrata. Questa risulta essere chiaramente la lingua di koinè dell’impero cinese del tempo (nota come guānhuà ‘lingua dei funzionari’) interferita da varietà sinitiche meridionali tanto nella forma scritta (quella dei traducenti cinesi in caratteri cinesi delle entrate portoghesi del dizionario) che in quella parlata (riflessa dalla trascrizione in caratteri latini di Ruggieri dei traducenti in caratteri cinesi).

Nouvelles connaissances présentées dans le Vrai sens du Seigneur du Ciel par Matteo Ricci

Résumé :Dans le domaine académique, l’étude du Vrai sens du Seigneur du Ciel de Matteo Ricci se concentre principalement sur la manière dont il a réussi à harmoniser les cultures chinoise et occidentale, ainsi que sur sa contribution à l’adaptation à la culture confucéenne. Cet article soutient que le Vrai sens du Seigneur du Ciel a également une autre contribution importante, à savoir l’introduction des connaissances occidentales : la théologie occidentale et la logique d’Aristote. Dans cette présentation, Ricci a établi les premiers concepts et catégories de logique en chinois, jetant ainsi les bases des concepts aristotéliciens en chinois.

Études italiennes sur la formation de Matteo Ricci

Astratto: Per studiare le idee filosofiche di Matteo Ricci, la sua formazione non può essere ignorata. Purtroppo non abbiamo informazioni precise a riguardo. Sintetizzeremo l’indagine di studiosi rilevanti per presentare sistematicamente questi problemi. Tra questi ricordiamo quello che Ricci aveva studiato nella sua nativa Macerata, e in particolare se aveva studiato retorica e scienze umanistiche nei suoi primi anni. Per quanto riguarda gli studi di Ricci nel Collegio Romano, la situazione sarà complicata. Anche se possiamo raccogliere il curriculum standard dei collegi romani durante il periodo, non è noto quali corsi ogni studente ha preso alla fine, a causa di vari motivi come i tempi turbolenti e conflitti di curriculum. Matteo Ricci ha affrontato questi problemi anche in Portogallo e India. Oltre al fatto che Ricci abbia frequentato il suo primo corso di scienze umanistiche all’Accademia Romana, quanto tempo abbia preso retorica, se si sia specializzato in metafisica, e successivamente se si sia specializzato in argomentazione, compreso quanto tempo e dove è stato completato il suo corso di teologia, è un mistero. Diamo un’occhiata più da vicino.

Débat entre Matteo Ricci et Yu Chunxi sur la religion catholique

Astratto: Il dibattito tra Matteo Ricci e Yu Chunxi sul cristianesimo e il buddismo è stato un confronto culturale molto significativo nella storia degli scambi tra la civiltà cinese e quella occidentale, rappresentando il conflitto e l’integrazione tra cattolicesimo in Cina e buddismo cinese durante il periodo Wanli. Il focus principale della disputa tra Ricci e Yu Chunxi era il vero significato del digiuno, l’origine del mondo, la differenza riguardante paradiso e inferno nel buddismo e nel cattolicesimo, ecc. Sebbene abbiano convinzioni diverse, in termini di metodi di scambio culturale, Matteo Ricci che Yu Chunxi si sono raggiunto un consenso di rispettare la cultura dell’altro, comprendere la cultura dell’altro nel modo più ampio e profondo possibile, essere tolleranti verso le altre culture e avere rispetto per le aree sconosciute, essi forniscano una preziosa esperienza storica per i nostri scambi etnici, religiosi e culturali odierni di oggi.

L’époque de Niccolo Longobardo à Shaoguan et l’influence de cette période sur sa stratégie de prédication

Astratto: Shaozhou, nella provincia del Guangdong, fu una fermata importante per le attività missionarie dei gesuiti Matteo Ricci e Niccolo Longobardo ( Long Huamin) alla fine del XVI secolo. Questo articolo analizza le attività missionarie di Long Huamin a Shaozhou, compreso la sua modalità missionaria e la sua lotta contro i pagani, e valuta la sua influenza sulla cosiddetta "linea Long Huamin". Durante il periodo trascorso a Shaozhou, Long Huamin lanciò appelli all’uguaglianza e alla carità, viaggiò dentro e fuori i villaggi e le città, predicò pubblicamente e si concentrò su sermoni sotto forma di libri di catechesi e polemiche, che ottennero un effetto missionario superiore a quello dell’opera missionaria di Matteo Ricci a Shaozhou. Così come il periodo di Shaozhou fu un periodo importante per la concezione delle "regole di Ricci", l’esperienza missionaria di Long Huamin a Shaozhou ebbe un’influenza di vasta portata sulla sua successiva teoria missionaria. Le sue successive teorie di predicare apertamente al popolo, di insistere sulla purezza e sull’indipendenza del cristianesimo, di opporsi al sacrificio degli antenati a Confucio e di non sostenere la riconciliazione con il confucianesimo già apparirono nello Shaosu. In questo periodo, Long Huamin rispettò la posizione della missione di Matteo Ricci in Cina, e si concentrò anche sullo sviluppo e sull’affidamento dei funzionari nel suo percorso missionario; il suo approccio missionario al popolo e i risultati ottenuti furono affermati da Matteo Ricci. I due convergono anche nella comprensione della cultura cinese, hanno una comprensione e un approccio diversi solo nel trattamento del rapporto tra la propria religione e la cultura cinese.

L’enseignement supérieur des langues étrangères en Chine depuis 1949 : caractéristiques et défis de la politique linguistique éducative

Résumé : En examinant le développement de l’enseignement supérieur des langues étrangères en Chine depuis la fondation de la République populaire, ce présent travail met en lumière les principales caractéristiques de la politique chinoise en la matière. Cette politique, axée toujours sur les besoins de l’État, est passé de l’introduction simple à la « sinisation » et à promotion à l’extérieur. Elle met de plus en plus l’accent sur leur valeur humaniste tout en reconnaissant leur utilité pratique. Face aux problèmes existants et aux défis actuels, la planification de l’enseignement des langues étrangères dans la nouvelle ère devrait repose sur une coopération efficace les institutions de gestion. Elle doit se concentrer sur le développement des cycles et des régions, tout en renforçant l’intégration des technologies de l’information.

Xu Zhongnian et son histoire de la littérature chinoise. Un symptôme de l’orientalisme chez un chercheur chinois

Résumé : Xu Zhongnian a publié en 1936 son Anthologie de la littérature chinoise dont l’introduction est une des premières histoires littéraires chinoises en français, dans laquelle on trouve une expression de l’idéologie d’orientalisme bien que l’auteur soit chinois. Il éprouve un sentiment d’infériorité en face de la civilisation européenne qui l’a fait méconnaître sa propre culture malgré son éducation classique. Sa grande rancune à la tradition est très rare dans la dissertation d’une histoire littéraire destinée aux lecteurs étrangers. C’est un symptôme des intellectuels chinois après le mouvement du 4 mai.

La représentation des Chinois dans Fuir et Made in China de Toussaint

Résumé : La littérature occidentale a longtemps oscillé entre deux modes de représentation des Chinois qui étaient perçus comme les figures d’une civilisation raffinée ou au contraire des barbares. Jean-Philippe Toussaint s’affranchit des représentations stéréotypées en établissant des parallèles entre les personnages chinois et les personnages occidentaux, et entre les personnages chinois eux-mêmes. Par cet art du contraste, il révèle la pluralité de ce peuple, offre un regard nouveau sur les Chinois contemporains.